Attraverso la lettura del saggio The Carrier Bag of Fiction di Ursula K. Le Guin, un viaggio immaginativo, la fermentazione di erbe spontanee, fiori e prugne e il confronto costante con la domanda come narrare un’esperienza senza ricorrere allo schema dell’eroe?, le due artiste hanno aperto nuovi orizzonti di riflessione, da discutere in futuro, quando raccontare la possibilità di dialogo e transizione, imparando dalla società delle piante, vorrà essere raccontata.
Il racconto dell’eroe è una struttura narrativa diffusa, basata sul percorso di trasformazione (o crescita o evoluzione o catarsi) di un protagonista. A questa struttura, spesso troppo stretta (perché individualista e inutilmente competitiva), vogliamo affiancare un racconto plurale di più esperienze fatte nello stesso momento da più persone o esseri, senza concentrarsi su un protagonista in particolare e dando valore a tutte. Quando l’evoluzione della comunità è protagonista, possiamo – con tutte le nostre individualità – parlare di un noi. Il saggio trasporta questo pensiero e aiuta a vedere con più occhi.
“Still there are seeds to be gathered, and room in the bag of stars.” Ursula K. LeGuin, The Carrier Bag of Fiction





