Margherita Animelli è un’artista di street art che lavora – per lo più di notte e in modo anonimo – con carta e colla fatta a mano. Per le sue opere volutamente effimere sceglie superfici ruvide, che ricopre di fiori. I fiori sbocciano e appassiscono. Così anche in questo lavoro, in cui il tronco di un albero morto diventa il supporto alla sua creazione.
L’artista ha modellato petali e corolle con vecchie pagine di giornali e riviste. La trasformazione dei portatori di notizie in fiori è una forma di bellezza politica. Il suo lavoro silenzioso è preceduto da numerosi gesti meditativi. Ha cercato pagina dopo pagina le campiture di colore, le ha ritagliate con forbici adatte e, infine, ha composto fiore dopo fiore. Con una colla preparata con amido di mais e acqua – per non imporre nulla di malsano alla terra – ha premuto i fiori sul tronco, aspettando che le materie si unissero: un atto di cura poetico. Ogni fiore era un dono per uno dei sessantuno abitanti del villaggio.
Dopo diversi temporali e giorni e notti di vento, oggi si vedono ancora alcuni fiori, ma la maggior parte è scomparsa, dissolta e restituita al suolo. Fare street art significa accettare che l’opera, una volta nello spazio pubblico, non sia più sotto il controllo dell’artista, ma diventi parte di un ecosistema vivo, mutevole e mai garantito.
Con questo lavoro l’artista rimane coerente con il tema del progetto di ricerca, nel quale ha lasciato una delle cinque tracce poetiche: la carta del giornale è stata riutilizzata. L’inchiostro da stampa dei giornali moderni è innocuo, poiché è composto da fuliggine legata a resina, che viene degradata dai microrganismi. L’amido di mais e l’acqua sono biodegradabili.
L’opera fa parte di ResidenzaLAB, un gruppo di lavoro indipendente che, al contempo, è un laboratorio di ricerca ed editoriale. Qui persone e piante si incontrano per riflettere sulla domanda: «Come possiamo imparare dalla società delle piante?»
Testo: Sibylle Ciarloni
Sessantuno
Margherita Animelli (@marrrgh)
Intervento Street Art a Stacciola, frazione di San Costanzo, documentato fotograficamente presso il bar di Stacciola Viva.
Visibile dal 25.09.2025 al 16.09.2026, Supervisione: Alessandro Goffi










