Una difficoltà – e al tempo stesso una grande sfida – del progetto è la lingua. Deve continuamente adattarsi e, all’interno del gruppo di lavoro, si ricorre spesso all’inglese per trovare le parole giuste.
La relazione viva tra corpo presente, spazio e tempo ci aiuta. Dove le parole non bastano, arrivano l’ascolto profondo o i gesti a sostenere la comprensione.





