La nostra sopravvivenza è legata a un suolo vivo, abitato da un’inaspettata compagnia: lombrichi, funghi, batteri e micro-creature che vivono nell’ombra per fertilizzare e nel caso migliore per permettere alle piante di crescere. Con Edaphone, l’artista Nik Fischer, traduce questo principio in esperienza sensibile. Utilizza un registratore a contatto dotato di un lungo ago metallico: lo conficca nella terra e, come una siringa al contrario, estrae rumore, suono. A volte un crepitio vivace, un rosicchiare, un ticchettio lontano: segnali di vita, di movimento, di lavoro. Altre volte, un silenzio totale, che fa rumore e fa male. Quando non si sente nulla vuol dire che sotto i nostri piedi un ecosistema si è ritirato, vuol dire che quel rettangolo di terra è diventato sterile e ha perso la sua biodiversità, la sua capacità di rigenerarsi, vuol dire che lì non può più nascere nulla (senza interventi umani estremi). Edaphone ci invita così a riconoscere il terreno come organismo vivo e complesso, come infrastruttura biologica essenziale da cui dipende la salute dell’ambiente e dei nostri corpi.

L’artista designa due punti vendita di piante per ospitare i due portali per l’ascolto: attraverso un QR code è possibile accedere alla traccia su SoundCloud e ascoltare i guardiani del suolo al lavoro. Per l’artista la ricerca inizia dal principio di tutto, dal primo strato, quello tanto importante quanto invisibile, e si trasforma in un regalo alla comunità interessata. Il lavoro ci ricorda che la sopravvivenza alimentare e ambientale dipende dal rispetto dei tempi della natura, e che fenomeni come la sovrapproduzione e l’agricoltura intensiva nascono sempre da un suolo sfruttato che ci porta a un degrado della terra da cui dipendiamo, compromettendo la sua fertilità e la nostra capacità di nutrirci. Il silenzio del suolo è un avvertimento che non possiamo più ignorare.

L’opera fa parte di ResidenzaLAB, un gruppo di lavoro indipendente che, al contempo, è un laboratorio di ricerca ed editoriale. Qui persone e piante si incontrano per riflettere sulla domanda: «Come possiamo imparare dalla società delle piante?»

Testo: Margherita Animelli

Edaphone

Nik Fischer (@whatteysaywhat)

Traccia sonora, accessibile via QR Code o via web on SoundCloud:

Ascoltabile dal 25.09.2025 al 16.09.2026, supervisione: Eleonora Moretti

QR Code presso il Negozio Terre Verdi in via Marche 3 e presso Fiori Elena in Strada Solfanuccio 27 a San Costanzo.

 

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