L’ultima sera l’abbiamo trascorsa insieme alla comunità, invitando a una cena condivisa e, prima, alla visita delle tracce poetiche, installate per una sola sera nella sala della biblioteca, che durante la residenza era stata il nostro atelier.
Per la cena ci ha ospitato il circolo ARCI, nella sala-giardino coperta collegata alla biblioteca attraverso il cortile di Palazzo Cassi. Con l’aiuto di persone del circolo e di due volontari abbiamo allestito lo spazio.
Dopo aver visitato i cinque lavori esposti, si è sviluppato un confronto vivace tra le persone a tavola: alcune si conoscevano già, altre avevano partecipato agli incontri precedenti, altre ancora si erano unite solo quella sera. Eravamo circa quaranta.
Tre tavolate lunghe, vicine al buffet, hanno accolto piatti salati e dolci portati dai partecipanti, acqua, vino e posate in plastica riciclata. Anche in questo contesto abbiamo cercato coerenza con il pensiero ecologico alla base del progetto: dall’obbligo per gli artisti di arrivare in treno fino al gesto della cena condivisa.
Per il progetto, questo invito ha rappresentato un momento di restituzione e di ringraziamento. Erano presenti tutte le persone coinvolte, inclusa la famiglia che ha messo a disposizione la casa per gli artisti e uno scienziato impegnato in una tesi sulla rigenerazione urbana attraverso progetti di arte relazionale.





